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	<title>zenetic &#187; twitter</title>
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	<description>web sociale e connessioni virtuali</description>
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		<title>Cosa manca a Facebook per diventare la killer app del web?</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 12:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killeader</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ipotetico Facebook Analytics + Facebook AdSense potrebbe davvero essere la killerapp che il marketing attende da tempo? <a href="http://zenetic.it/2010/01/cosa-manca-a-facebook-per-diventare-la-killer-app-del-web/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/hanok/2575811527/"><img class="aligncenter" title="Pacman Anlaytics" src="http://farm4.static.flickr.com/3025/2575811527_752056f45f_d.jpg" alt="" width="280" height="210" /></a></p>
<p>Secondo <a title="5 Reasons Facebook Should Buy An Analytics Startup" href="http://www.allfacebook.com/2010/01/5-reasons-facebook-should-buy-an-analytics-firm/">Nick O&#8217;Neill di All Facebook</a>, ciò che davvero manca a <strong>Facebook</strong> è un robusto sistema di analytics sul quale sviluppare interessanti strategie.</p>
<h2>Proviamo a scoprire quali</h2>
<p>Il numero di utenti che accede a siti o blog  da <strong>social network</strong> come Twitter, Delicious, Fecebook o Stumbleupon è in costante aumento. Si tratta di utenti che cliccano su link<strong> condivisi da altri utenti</strong> e che possiamo indicare con il termine <strong>social traffic</strong> (per distinguerlo dalle fonti tradizionali di traffico: motori di ricerca e siti di riferimento).</p>
<p><strong>Ma in cosa si differenzia il social traffic dalle fonti tradizionali?</strong></p>
<ul>
<li>non manifesta un&#8217;<strong>intenzione specifica</strong> come accade invece per chi proviene da motori di ricerca</li>
<li>il <strong>sito di origine</strong> varia velocemente e quindi il contenuto indicizzato non sempre è aggiornato</li>
</ul>
<p>Questo può essere un problema per circuiti pubbicitari come AdSense che selezionano il tipo di annuncio da mostrare anche in base al sito di provenienza o la ricerca effettuata. Nel caso del social traffic, come abbiamo visto, questi due elementi mancano e l&#8217;annuncio viene selezionato principalmente in base al contenuto della pagina in cui sarà pubblicato.</p>
<p>In questo modo però gli annunci potrebbero non essere mostrati al target per il quale sono stati realizzati.</p>
<h2>In che modo quindi Facebook potrebbe colmare questo vuoto?</h2>
<p><span id="more-389"></span></p>
<p>Facebook raccoglie già dati sulla navigazione attraverso due fonti:</p>
<ul>
<li>le pagine che costituiscono il social network</li>
<li>i siti che utilizzano <a title="Build and grow with Facebook Connect" href="http://developers.facebook.com/connect.php">Facebook Connect</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tais/2356243843/"><img class="alignright" title="Color Chart" src="http://farm4.static.flickr.com/3145/2356243843_e69c5aee0a_m.jpg" alt="" width="173" height="240" /></a></p>
<p>Vengono registrati dettagli sulle abitudini e sugli interessi degli utenti che emergono analizzando, tra le altre cose, le pagine di cui si è fan, i like distribuiti o le applicazioni usate.</p>
<p>Ne emergono quindi profili estremamente precisi che senza dubbio fanno gola al <strong>lato oscuro del web</strong>, il marketing.</p>
<p>Queste informazioni sono già  utilizzate per gestire le campagne pubblicitarie <strong>all&#8217;interno</strong> di Facebook e offrire agli admin delle pagine un set di statistiche sulle attività dei fan.</p>
<p>Proviamo a immaginare cosa accadrebbe se invece Facebook sviluppasse un sistema simile a <strong>AdWords</strong> e <strong>AdSense</strong> di Google. Potrebbe permettere agli insersionisti di selezionare <strong>profili molto specifici</strong> ai quali mostrare gli annunci e non sarebbe più limitato alle impression interne ma potrebbe sfruttare le migliaia di pagine che ospitano già il codice di <strong>Facebook Connect</strong>.</p>
<p>Sarebbe un sistema estremamente efficace al servizio delle aziende per raggiungere segmenti di pubblico con un alto <strong>interesse potenziale</strong> per le loro proposte.</p>
<h2>Ma internet non è solo marketing (<em>anche se ultimamente non sembra così</em>)</h2>
<p>Facebook potrebbe rivolgere la sua attenzione non solo agli insersionisti, ma anche a chi gestisce un sito o un blog ed è interessato a conoscere a fondo i visitatori per offrire loro servizi e informazioni di sicuro interesse.</p>
<p>Come autore di Zenetic ad esempio, potrei scoprire che il mio post dedicato a Wii Fit è stato condiviso su una pagina Facebook dedicata agli <strong>amanti del fitness</strong> e che ha ricevuto 50 click, principalmente da <strong>adolescenti italiane che adorano Hello Kitty</strong> (!!!). O potrei analizzare quali articoli sono stati maggiormente condivisi e commentati su Facebook e quali invece non sono stati presi in considerazione.</p>
<p>Come <a href="http://www.quantcast.com/">QuantCast</a>, anche Facebook potrebbe offrire ai propri utenti la possibilità di un&#8217;approfondimento verticale, una sorta di bisturi chirurgico per passare dalla dimensione macro (quanti visitatori? quando e da dove?) alla dimensione micro (chi mi visita a cosa è interessato? cos&#8217;altro cerca sul web?) nell&#8217;analisi del traffico del proprio sito.</p>
<p>Un ipotetico <strong>Facebook Analytics</strong> +  <strong>Facebook AdWords</strong> potrebbe davvero essere la killerapp che il marketing attende da tempo?</p>
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		<title>Cresce Twitter Search: il social search si avvicina</title>
		<link>http://zenetic.it/2009/06/twitter-search/</link>
		<comments>http://zenetic.it/2009/06/twitter-search/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 13:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killeader</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;impennata nella crescita di Twitter sembra non arrestarsi, tanto da attirare anche l&#8217;attenzione del Times. Dietro il boom di iscrizioni degli ultimi mesi, si nasconde un dato molto interessante, la crescita del motore di ricerca Twitter Search. Il fenomeno sembra &#8230; <a href="http://zenetic.it/2009/06/twitter-search/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/06/twitter_search.jpg"><img class="size-full wp-image-171 alignnone" title="Twitter Search vs Twitter.com" src="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/06/twitter_search.jpg" alt="Twitter Search vs Twitter.com" width="283" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;impennata nella crescita di <strong>Twitter</strong> sembra non arrestarsi, tanto da attirare anche l&#8217;<a title=" How Twitter Will Change the Way We Live" href="http://www.time.com/time/business/article/0,8599,1902604,00.html" target="_blank">attenzione del Times</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Dietro il boom di iscrizioni degli ultimi mesi, si nasconde un dato molto interessante, la <strong>crescita del motore di ricerca</strong> <a title="Twitter Search" href="http://search.twitter.com/" target="_blank">Twitter Search</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Il fenomeno sembra marcare un forte interesse nei confronti del <strong>social search</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Il desiderio di conoscere in tempo reale i contenuti delle <strong>conversazioni</strong> spinge aziende e presumibilmente <strong>giornalisti</strong>, a monitorare i messaggi che gli utenti si scambiano continuamente.</p>
<p style="text-align: left;">Come nota <a title="Visits to Twitter Search Soar, Indicating Social Search Has Arrived" href="http://www.micropersuasion.com/2009/05/visits-to-twitter-search-soar-indicating-social-search-has-arrived.html" target="_blank">Steve Rubel su Micro Persuasion</a>, il grafico tracciato da <strong>Compete.com</strong> indica chiaramente un <strong>trend positivo</strong> per le visite a<strong> </strong>Twitter Search, naturalmente non paragonabile al dominio principale, ma comunque significativo.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/06/twitter_search2.jpg"><img class="size-medium wp-image-172 alignnone" title="Twitter Search vs Twitter.com" src="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/06/twitter_search2-300x69.jpg" alt="Twitter Search vs Twitter.com" width="300" height="69" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Occorre anche considerare che molte ricerche vengono lanciate da client desktop, come ad esempio <strong>Seesmic Desktop</strong> o <strong>Tweetdeck</strong>, e potrebbero quindi sfuggire al conteggio.</p>
<p style="text-align: left;">Le <strong>ricerche effettive</strong> potrebbero quindi essere molte di più rispetto a quelle <a title="search.twitter.com VS twitter.com" href="http://siteanalytics.compete.com/search.twitter.com+twitter.com/" target="_blank">segnalate da Compete</a>.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;interesse di Twitter per la <strong>funzionalità di ricerca</strong> è dimostrato anche dall&#8217;annuncio che presto <a title="Twitter Search to Become Real Search" href="http://mashable.com/2009/05/07/twitter-search-real/" target="_blank">il loro spider analizzerà il contenuto dei link</a> presenti nei tweets, segnando un nuovo passo verso il<strong> social search</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Un ulteriore conferma arriva dall&#8217;indiscrezione sull&#8217;inserimento di un <strong>sistema di reputation ranking</strong> per gli utenti che influenzerà i risultati delle ricerche.</p>
<p style="text-align: left;">Va segnalata inoltre la facilità con la quale si può &#8220;informare&#8221; lo spider di Twitter sul contenuto del proprio tweet attraverso metadati (<a title="How To Use Hashtags" href="http://twitter.pbworks.com/Hashtags" target="_blank">hashtags</a>) che saranno poi utilizzati durante l&#8217;indicizzazione.</p>
<p style="text-align: left;">Restano validi <a title="Twitter's Search Engine Is Very, Very, Broken" href="http://louisgray.com/live/2009/05/twitter-search-engine-is-very-very.html" target="_blank">alcuni dubbi</a> circa le <strong>prestazioni</strong> attuali del processo di indicizzazione e sulla solidità degli algoritmi nell&#8217;individuare <strong>tentativi di SPAM</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Sono ancora lontani i tempi in cui <strong>Google</strong> dovrà preoccuparsi per un <strong>nuovo rivale</strong>, ad ogni modo <strong>Twitter Search</strong> rappresenta un valido strumento per chi desidera monitorare le conversazioni, conoscere l&#8217;opinione degli utenti, individuare i temi interessanti on ed off line.</p>
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		<title>Quando il down è Social</title>
		<link>http://zenetic.it/2009/05/quando-il-down-e-social/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 01:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killeader</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(l&#8217;articolo è stato modificato dopo la pubblicazione) Nel momento in cui scrivo il post, sono già passate decine di minuti da quando FriendFeed risulta down. Ho testato anche da alcune connessioni esterne, confermando che i server di FF non rispondono &#8230; <a href="http://zenetic.it/2009/05/quando-il-down-e-social/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(<em>l&#8217;articolo è stato modificato dopo la pubblicazione</em>)</p>
<p><a href="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/05/twitter-down-again-2008-05-25.png"><img class="size-medium wp-image-68 alignright" title="Twitter Down Page" src="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/05/twitter-down-again-2008-05-25-300x226.png" alt="Twitter Down Page" width="300" height="226" /></a></p>
<p>Nel momento in cui scrivo il post, sono già passate decine di minuti da quando <strong>FriendFeed risulta down</strong>.</p>
<p>Ho testato anche da alcune connessioni esterne, confermando che<a title="Bret Taylor to Bret's feed, FriendFeed News " href="http://ff.im/2JdkH" target="_blank"> i server di FF non rispondono</a> (<strong>down confermato</strong> da <a title="Bret Taylor Profile" href="http://friendfeed.com/bret" target="_blank">Bret Taylor</a>, problema di elettricità nel data center).</p>
<p>Nel pomeriggio invece si è verificato un <strong>down di Gmail </strong>durato una ventina di minuti. Non è una novità invece la pagina di &#8220;errore&#8221; che spesso gli utenti <strong>Twitter</strong> visualizzano.</p>
<p>Prendo spunto dagli eventi di oggi per una personale riflessione su quanto intensa sia ormai l&#8217;intersezione tra reale e viruale nella personalità degli utenti della rete.</p>
<p>Risulta piuttosto ovvio che sistemi di gestione di applicazioni complesse come <strong>Gmail</strong> o <strong>FriendFeed</strong> possano subire blocchi improvvisi e prolungati, è l&#8217;inevitabile conseguenza della <a title="Teoria della complessità computazionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_complessit%C3%A0_computazionale" target="_blank">crescente complessità</a>.</p>
<p><strong>Ciò che stupisce</strong> invece, è la reazione emotiva che si registra nei vari social network durante i vari blackout e come questa stia diventando <strong>sempre più ampia</strong> nelle dimensioni.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-67"></span>Dal momento in cui appare chiaro che il sistema di turno è bloccato, inizia un tam tam frenetico tra network e network che nasce per informare e si arricchisce del vissuto, dell&#8217;<strong>esperienza emotiva</strong> con la quale l&#8217;utente sta affrontando la notizia (<em>a ciascuno la sua</em>).</p>
<p style="text-align: left;">Con la crescita esponenziale dei partecipanti alla discussione sul web (anche questo grazie alla diffusione dei social network), i fenomeni prima secondari iniziano ad avere rappresentazioni su popolazioni piuttosto ampie e quindi ad apparire sempre più come elementi di un fenomeno complesso e strutturato.</p>
<p style="text-align: left;">Nel caso di Gmail (<a title="gfail Twitter search" href="http://search.twitter.com/search?q=%23gfail&amp;lang=it" target="_blank">#gfail</a>),  si assiste anche a veri e propri messaggi di terrore per l<strong>&#8216;</strong>insorgenza della remota ipotesi che anni ed anni di corrispondenza possano <strong>scomparire definitivamente</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/05/schermata-500-internal-server-error-mozilla-firefox.png"><img class="size-medium wp-image-70 aligncenter" style="float: none" title="FriendFeed 500 Internal Error" src="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/05/schermata-500-internal-server-error-mozilla-firefox-300x72.png" alt="FriendFeed 500 Internal Error" width="300" height="72" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Un istante di frammentazione dell&#8217;<strong>Io</strong>, una frammentazione virtuale ma pur sempre subita come un momento di pericolo <strong>per l&#8217;integrità della propria immagine</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Situazioni come questa, dovrebbero far riflettere sul livello di integrazione che la personalità dell<strong>&#8216;utente social</strong> ha ormai sviluppato. Non con lo scopo censorio (<em>ultimamente in voga tra alcuni politici</em>) di rimuovere l&#8217;ambiente nel quale si attivano le relazioni, ma piuttosto con un dibattito <strong>nuovo</strong> che inizi a considerare la vita digitale come un <strong>asse della personalità</strong> che merita attenzione tanto quanto l&#8217;insieme degli accadimenti reali che entrano in gioco nell&#8217;analisi della <strong>condizione psicologica</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Non essere fisicamente nello stesso luogo non è assolutamente un ostacolo alla costruzione di relazioni, questo la rete l&#8217;ha dimostrato fin dall&#8217;inizio, tuttavia solo da quando il fenomeno social è esploso si inizia a percepire in maniera evidente la <strong>ricaduta che ha sulla popolazione.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Spero che in una delle prossime versioni del <a title="Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders" href="http://it.wikipedia.org/wiki/DSM_IV#DSM-IV" target="_blank">DSM</a>, troveremo citate le prime patologie sociali legate alla relazione virtuale, piuttosto che le generiche sindromi da internet addiction.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Update</em>: mentre verificavo che <strong>Technorati</strong> avesse aggiornato il blog, trovo la sorpresa:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/05/technorati_down.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-85" style="float: none" title="Technorati Down Page" src="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/05/technorati_down-300x78.png" alt="Technorati Down Page" width="300" height="78" /></a></p>
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		<title>La Casa Bianca su Facebook ed il social governativo di Obama</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 22:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killeader</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Casa Bianca sbarca su Twitter e Facebook <a href="http://zenetic.it/2009/05/la-casa-bianca-su-facebook-ed-il-social-governativo-di-obama/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-38" title="whitehouse_facebook" src="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/05/whitehouse_facebook-300x278.png" alt="whitehouse_facebook" width="300" height="278" /></p>
<p>Che la strategia di propaganda messa in atto da <strong>Barack Obama</strong> sui numerosi canali social della rete sia stata la leva principale del successo ottenuto è cosa ormai assodata.</p>
<p>Obama su <strong>Facebook</strong> e su <a title="Obama Twitter Account" href="http://twitter.com/barackobama" target="_blank">Twitter</a> ha suscitato molto interesse ed entusiasmo anche in quanti non si riconoscevano appieno nella linea politica del candidato democratico.</p>
<p>Uno dei messaggi che l&#8217;uso degli strumenti social simboleggiava, era il desiderio di proporre una <strong>forma di governo trasparente</strong>, aperta ai cittadini ed alla loro partecipazione.</p>
<p>In seguito alla vittoria, e quindi all&#8217;elezione di Obama come nuovo Presidente degli Stati Uniti c&#8217;è stato qualche <strong>restauro</strong> alle identità sociali per rispecchiare il nuovo ruolo assunto da uno degli utenti web più potenti del mondo.</p>
<p>Due nuove iniziative si aggiungono al paniere già ricco, naturalmente sui due social network più in voga del momento, <strong>Facebook</strong> e <strong>Twitter</strong>. Da qualche giorno infatti, è attiva la <a title="visita la fan page della Casa Bianca" href="http://www.facebook.com/WhiteHouse" target="_blank">fan page della Casa Bianca</a> che conta già oltre 180.000 fan e l&#8217;immancabile <a title="segui White House su Twitter" href="http://twitter.com/whitehouse" target="_blank">account Twitter</a>.</p>
<p>Sicuramente una piacevole notizia ed un ulteriore buon esempio, non solo per la politica italiana. Tuttavia, pur non volendo togliere alcun merito alla strategia di comunicazione, penso che manchino ancora due elementi fondamentali perché la comunicazione sia davvero sociale, ovvero l&#8217;<strong>ascolto</strong> e la <strong>partecipazione alla discussione</strong> (elementi essenziali perché ci sia <strong>relazione</strong>).</p>
<p>Considerando le premesse a tratti strabilianti del caso, non dubito che questo scatto evolutivo nella politica di governo americana <strong>non tarderà a svilupparsi</strong>. Sono fiducioso ed attendo on line, magari su <a title="seguimi su Meemi" href="http://meemi.com/killeader/wf" target="_blank">Meemi</a> o <a title="seguimi su FriendFeed" href="http://friendfeed.com/killeader" target="_blank">FriendFeed</a>.</p>
<p><strong>via | </strong><a title="leggi il post" href="http://www.insidefacebook.com/2009/05/05/white-house-launches-new-facebook-profile-to-increase-transparency/" target="_blank">Insidefacebook.com</a></p>
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		<item>
		<title>Tweetmeme: controlla le discussioni più cool</title>
		<link>http://zenetic.it/2009/05/tweetmeme-controlla-le-discussioni-piu-cool/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 22:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killeader</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il precedente post dedicato a Meemi.com, ripropongo il tema dei memi e della loro importanza nell&#8217;analisi degli argomenti caldi sul web. Grazie ai numerosi strumenti di condivisione, alcune informazioni godono di una vita incredibilmente lunga, passando dalla prima segnalazione &#8230; <a href="http://zenetic.it/2009/05/tweetmeme-controlla-le-discussioni-piu-cool/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-21" title="tweetmeme" src="http://blog.zenetic.it/wp-content/uploads/2009/05/tweetmeme-300x212.jpg" alt="tweetmeme" width="300" height="212" /></p>
<p>Dopo il <a title="leggi Meemi: la condivisione semplice si rinnova" href="http://blog.zenetic.it/2009/05/meemi-la-condivisione-semplice-si-rinnova/" target="_self">precedente post dedicato a Meemi.com</a>, ripropongo il tema dei memi e della loro importanza nell&#8217;analisi degli argomenti caldi sul web.</p>
<p>Grazie ai numerosi strumenti di condivisione, alcune informazioni godono di una vita <strong>incredibilmente lunga</strong>, passando dalla prima segnalazione alle successive lungo una serie di condivisioni ripetute tra i diversi social network.</p>
<p>Si potrebbe ipotizzare quindi che un meme longevo sia considerato dagli utenti maggiormente interessante rispetto ai molti che scompaiono quasi immediatamente. Una sorta di legge dell&#8217;evoluzione informativa insomma.</p>
<p>Ritengo sia improbabile riuscire a stimare l&#8217;importanza di una news basandosi esclusivamente sulla catena delle condivisioni, tuttavia questo elemento rappresenta un indicatore di grande importanza da non sottovalutare (<em>o sopravvalutare</em>).</p>
<p>Considerando quindi la<strong> forte crescita</strong> (<em>seppur con qualche dubbio</em>) che sta mostrando Twitter negli ultimi tempi (finalmente <strong>anche in Italia</strong>), segnalo una risorsa fondamentale per tenere sotto controllo l&#8217;andamento dei memi sulla più nota piattaforma di microblogging:</p>
<ul>
<li><a title="visita Tweetmeme" href="http://tweetmeme.com/" target="_blank">Tweetmeme</a></li>
</ul>
<p>Con <strong>Tweetmeme</strong> possiamo analizzare le discussioni nate intorno ad un meme particolare, grazie anche alla comoda catalogazione per categorie ed argomenti. Inoltre, grazie al pulsante Retweet, possiamo facilmente partecipare alla diffusione dei twit condividendoli nuovamente.</p>
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